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25 Ottobre 1926

Nel 1926 Enrico Fermi pubblicò “Sulla quantizzazione del gas perfetto monoatomico”, dove sfruttò per un sistema di particelle il principio di esclusione di Pauli, formulato appena un anno prima. L’articolo ebbe subito una grande risonanza. Nella conferenza internazionale per la celebrazione il centenario della morte di Alessandro Volta (Como, 1927) erano presenti grandi scienziati, come Bohr, Planck, Heisenberg, Pauli e Sommerfeld; quest’ultimo tenne una conferenza dove spiegava l’applicazione della statistica di Fermi agli elettroni di conduzione nei metalli, contribuendo ad aumentare la fama raggiunta dal fisico italiano. Sembra che Heisenberg presentò Fermi a Pauli con queste parole: “Ti presento l’applicazione del principio di esclusione”. Ritornando al 1926, Paul Dirac si interessò al medesimo problema e trovò, in maniera del tutto indipendente, un metodo leggermente diverso ma che arrivava alle stesse conclusioni. Fermi, leggendo l’articolo di Dirac, rimase perplesso nel notare che non c’era alcun riferimento al suo lavoro e gli scrisse una lettera il 25 Ottobre: “Nel suo interessante articolo sulla teoria della meccanica quantistica propone una teoria del gas ideala basata sul principio di esclusione di Pauli. Ora, una teoria del gas ideale che è praticamente identica alla sua è stata pubblicata da me all’inizio del 1926. Siccome non ha visto il mio articolo, immagino, la prego di prenderlo in considerazione.” Dirac inviò immediatamente un messaggio di scusa a Fermi e si riferì sempre, da quel momento in poi, chiamandola statistica di Fermi-Dirac, attribuendo al fisico italiano gran parte della paternità. Dirac spiegò in seguito: “Quando sfogliai l’articolo di Fermi mi ricordai che l’avevo già visto, ma me l’ero completamente dimenticato. Purtroppo ho il difetto di una memoria piuttosto cattiva, le cose possono uscirmi del tutto di mente se non mi rendo subito conto della loro importanza. Quando lessi l’articolo di Fermi, non ne capii la rilevanza per tutti i problemi fondamentali della meccanica quantistica: mi sembrava un lavoro del tutto slegato dal resto. Mi era proprio uscito di testa, e quando scrissi il mio articolo sulle funzioni d’onda antisimmetriche non ne avevo alcun ricordo.”