La fabbrica di Thomas Alva Edison prende fuoco durante la notte. I danni sono ingenti a causa delle strutture in legno e ai depositi di materiale infiammabile come pellicole e nitrato, alcol e fenolo altamente volatile. Tra i 12 mila curiosi che si accalcano a vedere il tremendo panorama c’è anche Thomas Alva Edison, stranamente calmo e divertito, dopo essersi assicurato che il suo laboratorio era al sicuro. Alle 7 del mattina esplode un serbatoio di benzene. Edison, come se stesse vedendo un esperimento scientifico, cerca di indovinare cosa sta bruciando ed esplodendo a seconda degli eventi. Alla fine commenta “sì, stanotte è andata in fumo una grande fortuna, ma non è uno spettacolo bellissimo?”. In effetti il danno si rivelerà meno grave del temuto. Risulterà anche un operaio ucciso. Le esercitazioni anti incendio avevano svolto il loro compito di allenamento e le evacuazioni erano state efficaci. Edison non licenzia nessuno e parte a testa bassa a ricostruire, stavolta col suo cemento Portland, al posto del legno. L’assicurazione contro gli incendi paga un terzo dei danni stimati e a fine Dicembre riprende la produzione di cilindri Blue Amberol per i fonografi.



