Modena. Il duca Francesco IV nonostante le numerose suppliche che gli pervengono da più parti perché conceda una commutazione della pena, e’ irremovibile e fa eseguire la sentenza di condanna a morte di Ciro Menotti nella Cittadella, assieme a quella del notaio Vincenzo Borrelli, reo di aver redatto l’atto di decadenza di Francesco IV dopo la sua fuga dal ducato e per questo condannato a morte. Menotti passa la notte prima dell’esecuzione con un sacerdote al quale consegna una nobilissima lettera per la moglie, lettera che le guardie confiscano e che sara’ consegnata alla vedova dai liberatori, solo nel 1848, due anni dopo la morte del Duca e alla cacciata degli Asburgo-Este. La sentenza di morte sara’ pubblicata solo dopo l’esecuzione, allo scopo di evitare possibili disordini e rivolte. La sua figura di rivoluzionario ed eroe romantico, diventera’ un simbolo durante il Risorgimento. La storia popolare dice che quando il duca col suo cavallo tempo prima si paro’ sotto la sua finestra in Corso Canal Grande a Modena, per chiedergli di andare in esilio, lui abbia risposto: “Va’ via te, duchín e’d merda” (anche riportato come richiesta di arrendersi e risposta “arendet te duchin ed merda!”).



