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anni ’30 XIX sec.

Negli anni ’30 del XIX sec. all’ufficiale britannico Henry Rawlinson viene mostrata un’enorme stele con iscrizioni in cuneiforme (riscoperta solo solo nel 1618 dall’ambasciatore spagnolo in Persia), persiano antico, elamite, babilonese. Arruola un ragazzo curdo, che appeso alla gigantesca stele, copia lettera per lettera tutto il testo, che poi viene spedito in Europa e decifrato. Per la prima volta si aprono le porte su regni perduti dei millenni passati: bazaar sumeri, re assiri, burocrati babilonesi. Le popolazioni locali hanno sempre avuto sotto agli occhi questa scrittura di almeno 3 millenni prima, ma nessuno, per quanto ne sappiamo, si era mai dato la briga di cercare di decifrarla. Secondo l’interpretazione di Yuval Noah Harari, la differenza e’ di approccio: la cultura occidentale (che nel tardo XX sec. si diffondera’ a tutto il mondo) si basa sul presupposto di ignoranza, che spinge alla conquista e alla scoperta, mentre la maggioranza delle culture precedenti si basano sul presupposto della sapienza.