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1725

Il filosofo politico francese Charles-Louis de Secondat, ovvero il barone Montesquieu, si trova a Parigi. Nel 1748 pubblicherà “Lo spirito delle leggi”, che ispirerà i padri fondatori degli Stati Uniti nella stesura della costituzione americana che proteggesse lo spirito della libertà individuale. La libertà individuale (libertà di allontanarsi, di disobbedire, di sperimentare nuove forme sociali) e dello scetticismo verso la religione rivelata, sono anch tipiche, da secoli delle culture nativo americane in Nord America. Potrebbe non essere un caso, in tal senso, che nel 1725, l’esploratore francese Bourgmont abbia portato a Parigi una delegazione nativo americana (indiani Osage e Missouria) e a Parigi organizza incontri pubblici per entrare in contatto con questi “diplomatici selvaggi”. A questi incontri partecipano illustri intellettuali europei. Non sappiamo chi abbiano incontrato di preciso, ma in quel momento Montesquieu era a Parigi e si occupava di questi temi, per cui parrebbe strano non abbia partecipato. Ad ogni modo, nel suo libro, le speculazioni sulle modalità del governo selvaggio paiono una riproduzione esatta di ciò che il filosofo europeo possa aver sentito dai nativi americani. Sarebbe eccessivo affermare che l’Illuminismo mosse i primi passi nelle comunità di nativi Nordamericani, ma è possibile immaginare una possibile storia futura non eurocentrica in cui un’ipotesi di questo tipo non venga trattata come scandalosa e assurda per definizione.